CHI DA SEMPRE VIVE IL 25 APRILE COME UN LUTTO NON HA DIRITTO DI PARLARE AI SUOI FESTEGGIAMENTI

 

L’edizione telematica di venerdì quattordici aprile della cloaca massima dello pseudo giornalismo d’accatto italiano, il Giornale, contiene un articolo – a firma di tale Giovanni Fiorentino – riguardante i festeggiamenti della vittoria nella guerra di Liberazione dal fascismo tedesco e dai loro lacché italiani, i repubblichini.

 

 

Naturalmente si tratta della solita polemica, imbastita dalla destra radicale e (niente affatto post) fascista, sul fatto che la data in questione non dovrebbe essere una ricorrenza di parte ma dovrebbe costituire un momento che favorisca la pacificazione del Paese.

 

Di conseguenza la lamentela che affiora dall’articolo riguarda il fatto che nessun esponente del Governo – ma nemmeno dell’intera coalizione a trazione fascioleghista – sia stato invitato ad uno degli appuntamenti simbolo della lotta partigiana: quello di Marzabotto.

 

Il pennivendolo lamenta che questo è «un luogo-simbolo della crudeltà della Seconda Guerra Mondiale, dal quale l’esponente del Pd (il sindaco Valentina Cuppi, n.d.r.) avrebbe potuto inviare un messaggio di unione per il Paese capace di andare oltre le divisioni politiche. Niente da fare: sembra invece aver prevalso la linea ideologica e (salvo sorprese) nessun esponente del governo Meloni sarà invitato».

 

In sostanza costui, così come tutti i politicanti della sua risma, pretenderebbe che venisse abbandonata l’impostazione antifascista della Costituzione, per dar voce anche a chi da sempre vive il venticinque aprile non certamente come una data da celebrare ma una giornata di lutto: inaccettabile.

 

 

Bosio (Al), 20 aprile 2023

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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